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lunedì 18 giugno 2012

Bilancio molto parziale di un (quasi) anno da blogger


1 anno
25.000 lettori (circa)
5.425 foto scattate
205 foto pubblicate
46 notti insonni
1 consorte e 3 cani che si sentono trascurati
lettori in 5 continenti e 34 nazioni (Canada, Stati Uniti, Colombia, Brasile, Argentina, Cile, Sudafrica, Israele, Gran Bretagna, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Spagna, Italia, Croazia, Federazione Russa, Grecia, Turchia, Albania, Cina, Corea, Malesia, India, Giappone, Australia, Nuova Zelanda)
47 post
18 liti epocali con il consorte
700 biglietti da visita
100 pin
187 sgarri alla dieta
67 lettori fissi
223 lettori che non capiscono come si faccia a diventare lettori fissi
4 assaggiatori ufficiali
1 libercolo
702 commenti di cui 1 polemico
1 colpo della strega
561 tazze di tè
53 ricette
5 aneddoti incresciosi
118 mipiacisti su facebook (di cui 54 SCONOSCIUTI!)
2 coreografie
2 ustioni sul palato e 1 sul polso
3 sessioni di shopping compulsivo giustificate con la necessità di acquistare stoviglie per il blog
250 marmellate confezionate nell'ultimo mese
500 muffin preparati negli ultimi due giorni
1 spalla fuori uso


MUFFIN PISELLI E GRANA
Per 108 muffin 

2 kg e 250 g di farina 0
1 kg e 800 g di latte intero
1 kg e 350 g di piselli sbollentati
540 g di burro fuso
360 g di grana grattugiato
18 uova
6 bustine di lievito per torte salate
6 cucchiaini di sale
burro e farina per le teglie

La storia è sempre la stessa: da una parte si mescolano gli ingredienti secchi (mi raccomando, setacciate il lievito) e dall'altra quelli umidi, poi si miscela il tutto quel tanto che basta per avere un composto ancora bitorzoluto e dall'aspetto poco invitante. Si uniscono infine i piselli, si dà un'ultima mescolata e via in forno a 180° per 20 minuti.

Ora, se siete così folli da volerne preparare effettivamente 108 di questi muffin, attrezzatevi con una ciotola che abbia 5 litri di capienza, teglie da muffin che ne possano contenere 24 per volta e una frusta gigante per sbattere le uova con il latte. 

Mettete inoltre in conto che: litigherete a morte con il consorte che vi accuserà di imbarcarvi in imprese più grandi di voi, suderete sette camicie davanti a un forno che resterà acceso per circa 90 minuti, vi slogherete una spalla e vi ustionerete più volte le mani.

In alternativa, esercitatevi con le divisioni e riportate la ricetta a dosi più umane.
Vi garantisco che, in ogni caso, questi muffin valgono lo sforzo.

lunedì 12 settembre 2011

Ci vuole un fisico bestiale


È giunto il momento di svelarvi la mia natura divina. Sono Nostra Signora dell'Adipe. 133kg per 171cm di altezza (ma fino a un anno e mezzo fa ero perfettamente sferica, con peso e altezza che si equivalevano). Ho trascorso tre quarti della mia vita alternando pellegrinaggi da dietologi e nutrizionisti che mi mettevano a dieta serrata, e grandi orge alimentari che terminavano solo quando avevo recuperato tutti i chili persi e anche qualcosa di più. In totale credo, in trent'anni di fiorente attività nel campo dei disturbi alimentari, di aver perso e guadagnato complessivamente più di 300kg (quando si dice fare le cose in grande!).

Per mia fortuna, la metà della mia vita l'ho invece trascorsa frequentando lo studio di un eccezionale psicologo e - dopo un percorso faticosissimo ma estremamente gratificante - adesso sono "potenzialmente" guarita. Da un anno e mezzo, senza l'ausilio di alcun dietologo ma basandomi semplicemente sulle competenze acquisite in tanti anni di diete, ho trovato un regime alimentare adatto a me che mi ha permesso di perdere circa una quarantina di chili senza per questo privarmi dei piaceri della buona tavola ai quali, periodicamente, accedo con grande soddisfazione.

Mio marito - che quando mi ha conosciuta ha esordito dicendo "ti avverto che a me le donne grasse non piacciono" ma poi un mese dopo mi ha chiesto di andare a vivere insieme - è invece un fanatico della forma fisica nonostante il suo peso non abbia mai superato i 74kg (ed è alto 173cm). Ciò comporta che almeno un paio di volte all'anno (in genere primavera e autunno) dichiara guerra al suo chilo di troppo imponendosi, e giocoforza imponendomi, delle diete estenuanti e molto trendy che hanno l'unico vantaggio di essere anche molto brevi altrimenti, ne sono certa, ci mandrerebbero se non al camposanto, di sicuro al manicomio.

Premetto che, essendo stata cresciuta negli anni '70 da una tipica mamma della buona borghesia nevrotica e un po' ottusa di quell'epoca, io di diete estenuanti e trendy ne ho provate un bel po' (quale cosa migliore per una bambina?). Si partì con la dieta a punti e la dieta delle mille calorie per poi approdare oltreoceano con, in rapidissima successione, Weight Watchers, Scarsdale e - udite udite - la dieta Beverly Hills, da me odiatissima. In quest'ultima dieta si mangiava frutta esotica e null'altro ma siccome Napoli non è uguale alla California e il mondo prima della globalizzazione era tanto tanto grande, reperirla era estremamente difficile. In mancanza di manghi, papaye, carambole, frutti della passione, litchis e quant'altro (che mia madre, armata di buona volontà, ordinò una volta al fruttivendolo più chic di Napoli - l'unico che fosse in grado di importarla - spendendo più o meno quello che guadagnava mio padre in un mese), si ripiegava sull'ananas. Dodici giorni di ananas a colazione, pranzo e cena mi fecero perdere un bel po' di chili ma mi provocarono un disgusto per quel frutto che dura ancora oggi.

Torniamo a noi. Quest'anno mio marito ha introdotto una novità e, invece dell'ormai abituale Scarsdale di due settimane, ha deciso di sperimentare la dieta Dukan, suggerita durante una cena da un'amica sempre sul pezzo. 7 giorni di fase d'attacco, 7 giorni in un delirio di proteine e solo proteine che mi hanno provocato un desiderio struggente non dico di pasta o pane, ma perfino di una foglia d'insalata scondita! Avrei potuto consolarmi pensando che con questa ormai famosissima dieta, Kate Middleton (del celebre duo William & Kate) ha perso talmente tanti chili da rasentare l'aspetto di uno scheletro che deambula, ma capirete, seppure in questa settimana avessi perso 7kg che cosa sarebbe cambiato per me, povera grande obesa che di chili ne deve smaltire ancora una settantina? Insomma, dopo una settimana senza tregua né consolazione, mi ritrovo ad aver perso 2 miseri chiletti mentre quel dannato di mio marito ne ha persi 5!

Adesso che il consorte pesa 69kg e ha quindi almeno 4 kg da recuperare per tornare a essere guardabile, possiamo dire finalmente addio alla deleteria dieta Dukan e alle sue fasi successive (fase di crociera e fase di consolidamento) che salteremo a pie' pari per tornare alla nostra - o almeno alla mia - amatissima fase della normalità.

C'è solo una cosa che salvo della dieta Dukan ed è la colazione, che mi ha consentito di sperimentare degli pseudo pancake che, entrati a far parte del mio ricettario in un contesto così sgradevole, di sicuro vi rimarranno, ingentiliti da un cucchiaio di marmellata fatta in casa o da un po' di miele biologico comprato in montagna.


PANCAKE INTEGRALI DI CRUSCHELLO D'AVENA
(per una colazione senza sensi di colpa)
per 1 pancake

35 g di albume (cioè l'albume di un uovo, ma esistono comodissimi brik di solo albume in vendita al supermercato)
2 cucchiai di yogurt di soia
1 cucchiaio e 1/2 di cruschello d'avena
8 gocce di dolcificante liquido (tipo TIC o DULCERIL)
essenza di vaniglia qb

Si monta appena l'albume con una frusta, vi si aggiungono lo yogurt, il dolcificante e la vaniglia continuando a mescolare, quindi si unisce al tutto il cruschello d'avena. Si fa scaldare una padella antiaderente senza però farla diventare bollente e vi si versa la pappetta ottenuta. Quando la superficie si ricopre di piccole bolle (in genere ci vogliono 2 o 3 minuti) si volta lo pseudo pancake con la paletta e lo si lascia cuocere ancora per un minuto. 

Potrei finire qui, ma siccome credo di meritare - e che meritiate anche voi - un premio di consolazione, vi suggerisco un'altra ricetta decisamente meno punitiva.


MUFFIN AL CIOCCOLATO
per 8 muffin

50 g di burro
100 g di cioccolato fondente
50 g di gocce di cioccolato
200 g di farina
100 g di zucchero
1 uovo intero
250 ml di latte intero
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
1/2 bustina di lievito in polvere
granella di nocciole qb
un pizzico di sale

Come prima cosa accendere il forno a 180° (guarda caso!) e mettere intanto a sciogliere a bagnomaria i 100 gr. di cioccolato con il burro. Quando tutto sarà fluido e ben amalgamato, levare la casseruola dal fuoco e lasciare intiepidire. Aggiungere quindi al composto ottenuto, lo zucchero, l'uovo leggermente sbattuto con il pizzico di sale, il latte e la vaniglia. Incorporare poi lentamente la farina setacciata con il lievito e mescolate dal basso verso l'alto il minimo necessario a miscelare tutti gli ingredienti. Aggiungere a questo punto le gocce di cioccolato e dare un'ultima, veloce mescolata prima di trasferire l'impasto in una teglia da muffin imburrata e infarinata o, più semplicemente, rivestita con dei pirottini di carta (abbiate cura di riempire i pirottini fino a 3/4 della capienza totale). Spolverare ogni muffin con la granella di nocciole e infornare per 25 o 30 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire, quindi deliziatevi dimenticando la dieta.



 Io non vedo l'ora.

mercoledì 29 giugno 2011

Tea time!

Il tavolino da caffè del nostro soggiorno proviene da casa di mia nonna e, negli anni, ha subito varie trasformazioni. All'inizio è rimasto color legno e mi sono limitata solo a sostituire la stoffa del ripiano, poi all'interno, sotto il vetro, ha ospitato un bellissimo puzzle anni '50, dopodiché è stato dipinto di bianco e rifoderato con una tela bluette. Errore fatale il bianco, perché con tre cani che gironzolano sempre nei paraggi sperando di raccattare qualche briciola o ci si accucciano sotto a dormire, c'è voluto poco perché  il tavolino diventasse bianco sporco e poi decisamente grigio, convincendomi che era arrivato il momento di un nuovo restyling.

Complice una settimana di pausa dalla scrittura (delle sceneggiature, per il resto - come in parte si è visto - ho scritto moltissimo!), mi sono dedicata al bricolage, e adesso il mio tavolino bianco sporco e blu è diventato così.


Mio marito, che è molto concreto e poco propenso all'immaginazione (ma ha tanti, tantissimi altri pregi), ha osservato le varie fasi di lavorazione con crescente scetticismo. L'azzurro delle parti in legno gli sembrava troppo "calcio Napoli" (lui è orgogliosamente juventino) e la bandiera che avevo dipinto, troppo "sbavata". A nulla è servito ripetergli con lo stesso tono di stoica sopportazione usato da Madeline Kahn: "Jasper Johns, caro, Jasper Johns", lui è rimasto tenacemente  perplesso fin quando non ha visto l'opera finita che, fortunatamente, gli è piaciuta moltissimo.

Lo ammetto, probabilmente il recente viaggio a Londra mi ha un tantino influenzata,  ma ormai è fatta e questo tavolino in stile "rule Britannia" è passato d'ufficio dal ruolo di tavolino da caffè a quello di tavolino da tè (anche perché io il caffè non lo bevo mentre ho sempre sul fuoco il bollitore pronto per il tè).

Niente di meglio di una pigra domenica pomeriggio, quindi, per inaugurarlo con dei muffin fatti con quel che c'era in casa (nello specifico una tavoletta di ritter bianco alle nocciole, un reso di un cliente di mio marito che transitava da casa per combinazione) ma poi rivelatisi incredibilmente buoni. 

MUFFIN CON CIOCCOLATO BIANCO E NOCCIOLE AL PROFUMO DI LIMONE

Per 8 muffin

ingredienti secchi
1 tavoletta di ritter bianco alle nocciole da 100 g (ma se siete schizzinosi nulla vi vieta di usare altro)
150 g di farina 00
40 g di farina di nocciole tostate 
50 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale
ingredienti umidi
1 uovo
150 g di latte intero
60 g di burro fuso
1/2 cucchiaino da caffè di pasta di vaniglia

Tagliare al coltello la tavoletta di cioccolata fino a ridurla in pezzi abbastanza piccoli, quindi unire tutti gli ingredienti secchi avendo cura di setacciare il lievito. Sbattere l'uovo e aggiungervi la vaniglia e il latte.  Mescolare gli ingredienti liquidi (compreso il burro fuso) a quelli secchi, lavorando giusto il necessario ad amalgamarli, ma non di più. Disporre il composto in una teglia da muffin imburrata e infarinata o in pirottini di carta (da sistemare comunque nella teglia, ma vi risparmierete di imburrare) o in piccole vaschette di alluminio usa e getta (anche in questo caso non serve imburrare), riempiendo fino a 3/4 della capacità e infornare - in forno preriscaldato a 180°, ribadisco: esiste un'altra temperatura? - per una ventina di minuti. Servire tiepidi.